I versi cinicamente ironici del poeta bolognese
Vincenzo Bagnoli in volo nel “Deep sky”
di Sergio Rotino
Fa parte della schiera dei poeti cresciuti nell’università di Bologna, Vincenzo Bagnoli. Lo si sente nella scrittura che appare ragionata fino all’ultima sillaba.
Almeno questo denuncia la plaquette Deep sky (edizioni d’if, pp. 46, euro 6), sua terza fatica. Il dettato è gelido, coadiuvato da una vena di cinica ironia, capace in ciò di restituire la topografia del mondo immerso nell’effimero quotidiano.
Nei testi giocano una parte importante le opposizioni interno verso esterno, luogo urbano contro spazio profondo che danno corpo a una poesia colta, a volte troppo. Ma il pregio maggiore di questi testi sta soprattutto nella loro precisione di sguardo, nel descrivere ciò che è la nostra realtà offrendone una mappa, parziale ma non ingannevole.

