Le Passioni rosso fuoco di Loguercio (LIBRO+CD)
di Michele Fumagallo
Canio Loguercio più che un musicista, è un attore della scena musicale; naturalmente parliamo in questo caso di una scena molto particolare (Canio è uno dei pochi che fa spettacolo persino in case private adibite a luoghi pubblici), fatta della stessa intimità delle sue canzoni e delle sue interpretazioni.
I miosotis sono una bella ed elegante collana della casa editrice napoletana Edizioni d'if (tel. 081404436), anch’essa improntata ad intimità editoriale, (piccoli fiori di carta da conservare e/o da regalare) come recita la copertina di questi volumi arrivati ormai al 44essimo titolo. Entrambi si sono incontranti, non solo sul piano linguistico (una lingua napoletana del tutto reinterpretata), ma su un identico sentire sussurrato e mai urlato. Da qui è venuto fuori il volume Passioni (libro + cd, euro 16), in un bel colore rosso, che è lo stesso colore che trasuda dalle interpretazioni canore di Loguercio.
L’anno scorso il cantante aveva messo su un’operazione originale di interpretazione colletiva di Passioni, la canzone di Libero Bovio che ognuno ha potuto cantare come ha voluto sul sito messo a disposizione. Un’operazione che si concluse con un happening a Roma. E che, dopo varie tournée del Canio-performer, ha la sua conclusione in questo volume. Naturalmente la Passione di Bovio ha ceduto il passo al plurale di molteplici interpretazioni di Loguercio.
Il libro ha un po’ la funzione che avevamo il libretti d’opera al tempo che fu: accompagnavano la storia musicale. E qui vale la stessa cosa: conviene leggere il tutto partendo direttamente dal cd, un modo inverso di concepire il binomio libro+cd, dalla musica si arriva alle parole, anzi ai versi di questo viaggio nelle pieghe delle passioni più riposte ma sempre accomunante da un struggimento, meglio sfinimento, per stare sempre all’opera che fu.
«Passioni – dice Loguercio – narra un’improbabile storia d’amore lungo 16 canzoni, una sorta di via crucis sono le sue litanie e i suoi riti, scritte in napoletano, per me la sacra madrelingua delle passioni. In fondo è sempre lo stesso ritornello che vado ripetendo da tanti anni». Ma no, invece non è affatto lo stesso ritornello. O meglio lo è soltanto se si riferisce a una profondità, a uno scavo nel passato per cercare le voce e i contenuti che permettono di andare nel futuro senza perdersi. E così, fra le tre estremità di Passione di Libero Bovio, Voce ‘e notte di De Curtis-Nicolardi e Giaculatoria dell’amore indifferente costruita su di un testo di una precedente canzone di Loguercio ma qui cantata insieme con Raiz, Daniele Sanzone e Maria Pia De Vito, si snoda la via crucis tra Friariella, E’ pericchiere, Giuggiola e altri titoli.
Un excursus che si avvale dell’aiuto della musica di Rocco De Rosa innanzitutto, ma Loguercio non poteva dimenticare le sue origini lucane con una dedica all’amico scomparso e tecnico del suono Pasquale Trivigno.

