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Gli "Ultracorpi" di Mansueto
Il poeta e il "male" della televisione. Presentazione questa sera al Fondo Verri con l'intervento dell'autore
di Rossano Astremo

Un'assenza durata più di dieci anni. Dopo la pubblicazione di "Descrizione di una battaglia" (Scheiwiller, 1995); considerato uno dei migliori testi poetici degli ultimi trent'anni da Alberto Bertoni nel suo "Trent'anni di Novecento", Enzo Mansueto, poeta, critico e insegnante barese, torna nelle librerie con “Ultracorpi” (editrice la casa napoletana d’if), che sarà presentato stasera alle 20, presso il Fondo Verri di Lecce. Il riferimento del titolo è al cult-movie di Don Siegel “L’invasione degli ultracorpi” e ai suoi remake.
Tema dominante è la televisione e il potere corrosivo e caustico dello schermo sugli uomini che lo fissano: “Ormai è già dentro quando lo capisci. / Ha fatto il nido e cresce. In tutti i gesti. / Ad ogni sguardo sul resto. Finisci / di vedere. Soltanto visto. Resti. / Senza dentro. Da fuori. Verso fuori. / Fin quando hai visto tutto. Dopo muori”. Questo è il testo di “Programma”, un pugno di versi che esemplifica la struttura dominante della silloge. Il “programma” che sia quello televisivo o un software o la parola stessa ripetuta sino all’ossesso, entra dentro di noi, rendendoci alienati, immobili, criptati.
Rispetto all’esordio del 1995 Mansueto ha esasperato la sua ricerca formale. Il suo è un lavoro da raffinato cesellatore, con una spiccata propensione ad eliminare tutto il superfluo, tutto ciò che può disturbare l’occhio del lettore, puntando, attraverso il ricorso ad uno stile sincopato, spezzettato e sillabato, allo scheletro del senso.
Si sente con forza l’eco del lavoro poetico di Gabriele Frasca. L’individuo all’epoca della vita come riproducibilità tecnica: questo è l’oggetto contro cui Mansueto si scaglia per allestire la sua scenografia in versi, centrando pienamente il bersaglio.

Per informazioni e ordini diretti

Edizioni d'if
di AntoNietta Caridei
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80132 Napoli
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Eurisco

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