Anna Loffredo,
Gioacchino Rosso (Pesciolino di fosso). Filastrocca italiana,
Edizioni d’if, i coccogrilli, Napoli 2003, pp. 76 - euro 7, 00
“Nella regione di Pingiamano
c’è uno stranissimo uragano.
È un’alluvione colorata
E questo libro l’ha ingoiata…”
Sono in bianco e nero le curate illustrazioni che accompagnano la lieve filastrocca di Gioacchino, pesciolino di fosso, che il mare lo ha visto solo nei sogni ma, ad ogni costo, vuole andarci lo stesso.
Eppure, guardando e leggendo, è il calore e il colore di una creatività giocosa e delicata che, pagina dopo pagina, si avverte e rimane.
Una linea immaginaria, un percorso di fantasia congiunge il mare nella sua azzurra e segreta immensità e un fosso campagnolo pieno di acqua piovana, foglie ingiallite galleggianti, un topino astuto , sei ragnetti e una formica indovina.
Un giorno di pioggia smisurata, due pesciolini intraprendenti “usciti dal mare vero / per esplorare il mondo intero” finirono dentro a un fosso dove “sporchi di fango ed affamati / s’erano intanto fidanzati. Così quel mare senza nulla, / diventò assai presto una culla…”
Così nasce Gioacchino, pesciolino rosso , figlio della curiosità che, una volta grandicello, al tempo stesso confuso e determinato, quel medesimo percorso, come spesso accade, per un altrettanto profondo desiderio di avventura e conoscenza, vuole farlo all’incontrario.
Se “tra sogno e veglia si perdeva” e “scambiava larve appena nate / per gli specchietti delle fate” è però forte in Gioacchino una specie di paradossale nostalgia per ciò che non ha avuto mai: la compagnia di amici pesciolini e acque aperte e chiare.
Le stagioni passano e con il caldo estivo il fosso tende a seccarsi.
“Per mettersi al sicuro” il pesciolino si rifugia nel sogno del suo futuro. Il sogno e la realtà poi si toccano: rime e tratti di matita possono questo. Il viaggio ha inizio!
E così incontra un vermetto saggio, una bambina ricciolina, un retino.
Forse una trappola, forse la salvezza.
Quale sarà il destino di Gioacchino, nato in un fosso che “là divenne un pesce rosso”?
Un acquario, una padella o il mare, sconosciuto, sconfinato, cento volte immaginato, il mare… finalmente?
Maria Grimaldi, giugno 2003

